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lunedì 7 dicembre 2020

 


  XVIII STEP: IL FRANCOBOLLO

Archipendolo: Stampe


Cercando sul web notizie sul filo a piombo, è molto probabile che ci si imbatta nel seguente sito: http://www.plumbbobcollectors.info/. 
Il proprietario del sito raccoglie in varie sezioni tutte le notizie, le informazioni e le foto che possiede sul filo a piombo. In particolare, questo http://www.plumbbob.de/media//DIR_42117/DIR_42126/27370a50d48b95cdffff867cac14422e.pdf è il link che rimanda ad un documento in cui vengono proposti alcuni francobolli storici contenenti l'archipendolo o il filo a piombo.


2004
Francobolli brasiliani rappresentanti l'archipendolo.



1989
Francobolli uruguaiani inerenti diversi simboli massonici, tra cui l'archipendolo. Come si legge sulla carta, questo francobollo è stato emesso in occasione del bicentenario della rivoluzione francese.


2006
Francobollo proveniente dallo Sri-Lanka, rappresentante due fili a piombo giacenti sullo stesso asse.


1972
Francobollo indiano rappresentante un filo a piombo, emesso in occasione del venticinquesimo anniversario dall'inizio della standardizzazione del Paese in campo scientifico. 



1995
Francobollo egiziano raffigurante operai che sfruttano l'archipendolo, con chiaro riferimento alla costruzione delle piramidi.



  XVII STEP: I BREVETTI (Parte II)

Archipendolo: Invenzione


Filo a piombo (1)

    Inventore: Oral K. Jackson
    Numero di brevetto: US2592425A
    Data di rilascio: 5 dicembre 1949


L'immagine mostra la sezione di un pesetto di un filo a piombo, la cui forma è decisamente più elaborata di quella che aveva precedentemente. Senza scendere troppo nel dettaglio, dato l'elevatissimo numero di particolari, si può dire che l'obiettivo più importante che tale oggetto permette di raggiungere è la maggior precisione nell'indicazione della verticale. Ciò avviene non solo grazie alla struttura conica del pezzo, che lo rende più stabile, ma anche dai vari inserti a stella (figure 3 e 5) che hanno lo stesso effetto.


Link al brevetto: https://patentimages.storage.googleapis.com/19/8c/07/6a9bebc1410d56/US2592425.pdf


Filo a piombo (2)

    Inventore: Kenneth J. Hampton
    Numero di brevetto: US5621977A
    Data di rilascio: 22 aprile 1997

S2592425A



U

Le immagini ivi mostrate fanno parte del brevetto più recente di filo a piombo: in più rispetto al precedente salta subito all'occhio la struttura di supporto che si trova sulla base. Questa, come appare chiaro, rende ancor più stabile il pesetto, che si disporrà meglio lungo la verticale.

Link al brevetto: https://worldwide.espacenet.com/patent/search/family/024037544/publication/US5621977A?q=pn%3DUS5621977A

  

  XVII STEP: I BREVETTI (Parte I)

Archipendolo: Invenzione


Come è noto, l'archipendolo era già stato inventato al tempo degli Antichi Egizi; tuttavia, nel corso dei secoli, alcuni inventori e tecnici decisero di formalizzare l'invenzione dello strumento, come fosse un oggetto totalmente nuovo: da qui la necessità di ricercare brevetti che testimonino tale operazione.

Nonostante le particolarità dell'archipendolo, cercando nei server di Google salta all'occhio la difficoltà nel trovare brevetti che siano specifici per lo strumento in esame; al contrario, moltissime sono le varianti del pesetto del filo a piombo. Ne vengono qui proposte alcune.

Archipendolo

    Inventore: Ferdinand Sinkovic
    Numero di brevetto: US600870A 
    Data di rilascio: 30 ottobre 1900

L'oggetto rappresentato si discosta un po' dalla forma "classica" dell'archipendolo, e rappresenta un'altra delle varianti citate nel precedente step. In questo caso la struttura è ancor più semplice, e lo schema qui presentato evidenzia tutti i particolari dell'oggetto.
Traducendo dall'inglese, si riassume qui una breve descrizione dell'invenzione.
Con riferimento alla figura, a è la riga, nei cui punti b e c è attaccata la corda d, che sorregge, nella proiezione e del punto medio g del segmento iniziale, il peso di piombo f. Il tratto di corda h tra g ed e, risulta esattamente perpendicolare alla livella quando essa viene posta su un piano orizzontale. Per correggere eventuali errori di lunghezza delle corde, sulla riga si segnano i punti m e n, tali che la distanza tra m e b è uguale a quella tra b ed e; n, invece, si determina sapendo che la distanza tra esso e c è pari a quella tra quest'ultimo ed e.
Come appare chiaro, per stabilire l'orizzontalità di un piano, basta verificare che effettivamente il filo a piombo sia verticale rispetto alla riga; viceversa, per stabilire se un palo è verticale, basta porre la riga in direzione ad esso perpendicolare, e verificare il parallelismo tra il palo e stesso e il filo a piombo.


Link al brevetto: https://patentimages.storage.googleapis.com/db/07/82/f8335c98a22ebe/US660870.pdf


sabato 21 novembre 2020

 

  XIII STEP: LA PUBBLICITÀ

Archipendolo: Sponsorizzazione


Come ogni strumento che si rispetto, anche l'archipendolo è stato interessato, per quanto in misura limitata, da forme di pubblicità. In vecchi giornali, periodici e riviste si trovano, infatti, riferimenti all'archipendolo o al filo a piombo.
Particolarmente interessanti sono questi due documenti italiani, editi durante il secolo scorso.
Il primo rappresenta un numero di una rivista, il "Sistema A": si tratta di un mensile, i cui numeri sono stati pubblicati tra il 1949 e il 1967, in cui venivano descritte idee per piccole invenzioni, bricolage, migliorie da apportare alla propria casa e simili. In questo numero, datato febbraio 1953, c'è una piccola inserzione sul filo a piombo.

 

Nel secondo documento, invece, si trova la rappresentazione di un vero e proprio archipendolo. Si tratta di una stampa d'epoca (fine Ottocento - inizio Novecento) raffigurante diversi oggetti inerenti l'ambito dell'edilizia. 

In alto a sinistra si nota la raffigurazione dell'archipendolo.

Sulla falsa riga di quest'ultimo, si trova raffigurato un archipendolo anche in diverse tavole topografiche.

In alto a sinistra, un archipendolo.

Nessuno dei documenti rappresenta una pubblicità nel senso in cui la intendiamo oggi: infatti, lo scopo con cui sono stati redatti non era tanto quello di sponsorizzare un prodotto, bensì di far conoscere nuovi strumenti di lavoro e stimolare, nel caso della rivista citata, la creatività degli italiani.
Se si volesse immaginare quale potrebbe essere un modo di pubblicizzare l'archipendolo, di certo si dovrebbe pensare ad esaltare la sua facilità di realizzazione ed utilizzo, e la versatilità estremamente importante, dato che con un solo strumento si riesce ad adempiere a più funzioni.

venerdì 30 ottobre 2020

VI STEP: IL SIMBOLO (Parte III)

Archipendolo: Significato e tradizione

 

Tornando tra gli ambienti massonici, già citati nel primo di questa serie di tre post, l'archipendolo è sempre stato considerato simbolo della rivoluzione, in quanto rievocava ideali di giustizia sociale ed uguaglianza. Per tali motivi, molte volte è stato utilizzato in iconografie legate ad ambienti giacobini.

BCABo, GDS, Raccolta stampe per soggetto, cartella O, n. 195

Infine, contestualmente alla seconda discesa di Napoleone in Italia, in piena primavera dell'anno 1800; infatti, ad agosto, la Legione Italica (divenuta all'epoca Divisione Italica) utilizza una bandiera tricolore con al centro un archipendolo. 

https://www.corriere.it/gallery/cultura/01-2011/tricolore/1/i-tricolori-italia-d-eta-giacobina-napoleonica_c1f0bc36-181a-11e0-9e84-00144f02aabc.shtml



martedì 27 ottobre 2020

IV STEP: LA SCIENZA

Archipendolo: La scienza dietro l'oggetto


Sebbene l'archipendolo sia uno strumento fondamentale nel campo dell'edilizia, esso è stato presto sostituito dalla più pratica livella araba. Nonostante ciò, è possibile trovare un'altra disciplina che si avvalga dell'uso dell'oggetto: la topografia.

Letteralmente la parola, derivante dal greco, significa "descrizione del luogo mediante disegno", ed indica l'insieme di strumenti e procedure che permettono di studiare una porzione limitata di terreno trascurando la complicazione rappresentata dalla curvatura terrestre.

L'obiettivo più pratico di questa scienza è quello di fornire il cosiddetto "rilievo topografico" della zona considerata: si capisce facilmente, quindi, come sia stato proprio l'archipendolo ad influenzare la nascita di questa disciplina. Infatti, già gli antichi egizi (veri promotori di tali studi) utilizzavano l'oggetto sopracitato per ridisegnare i confini tra proprietà, per misurare l'estensione dei campi e per la costruzione di piramidi e templi. 

Storicamente, la topografia rappresenta la base di tutte quelle tecniche che sono considerate ora appartenenti alla cartografia (terrestre e navale), ed anche per questo il termine, pur derivando dal greco, è di recente fattura: fu coniato, infatti, nel corso del XVIII secolo.


Fonte delle informazioni e dell'immagine: Renato Cannarozzo Lanfranco Cucchiarini William Meschieri: "Misure, rilievo, progetto". https://online.scuola.zanichelli.it/cannarozzomisure-files/Volume_1/Approfondimenti/Zanichelli_Cannarozzo_Vol1_UnitaB1_07.pdf

martedì 13 ottobre 2020

I STEP: IL NOME

Archipendolo: Definizione e nome

https://catalogo.museogalileo.it/galleria/Archipenzolo.html

L'archipendolo: uno strumento che forse in pochi hanno sentito nominare, ma di certo uno dei più importanti nella storia dell'architettura.

L'archipendolo (anche detto archipenzolo) è un "Semplice strumento topografico per individuare una direzione orizzontale su una superficie piana oppure per misurare l'inclinazione di una superficie" (Enciclopedia Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/archipendolo_%28Dizionario-delle-Scienze-Fisiche%29/ ).

Il dizionario di Google dà un'idea un pelo più precisa e "fisica" di cosa sia: "Strumento per individuare l'orizzontalità di un piano, costituito essenzialmente da un triangolo isoscele al cui vertice è fissato un filo a piombo, il quale passa per il punto di mezzo di un traguardo parallelo alla base."

Per identificare l'oggetto nella sua totalità, gli albionici usano il termine latino "archipendulum", quindi è facile accorgersi di quanto questo strumento sia stato usato già nel passato. Tuttavia, è conosciuto anche come "plumb bob": il nome deriva dal latino "plumbum", ovvero "piombo", e ciò è dovuto al fatto che inizialmente era costituito di questo materiale. "Bob", invece, in inglese indica il peso che viene agganciato all'estremità di un filo, rendendolo un pendolo. 

Ma, partendo dalle origini, possiamo risalire addirittura al tempo degli antichi egizi: sembrerebbe, infatti, che essi abbiano inventato l'archipendolo (o, comunque, una sua forma più rozza) già 4000 anni fa. 

Per completezza, citiamo brevemente anche la traduzione dello strumento in altre lingue geograficamente vicine al nostro Paese.

Tedesco:

In tedesco esiste il termine "Pendel", che fa riferimento ad un pendolo generico. Ci sono, tuttavia, altre parole che meglio descrivono l'archipendolo. Queste sono "Schnurlot" e "Neigungsmesser". Entrambe, come spesso accade nella lingua teutonica, sono parole composte: la prima è formata da "Schnur", che indica la cordicella del pendolo e "Lot" rappresenta il peso (è l'esatto equivalente dell'inglese "bob"); la seconda è composta da "Neigung" e "Messer", che indicano rispettivamente la misurazione (in senso più astratto) e il misuratore (in senso prettamente fisico). 

Francese:

La lingua transalpina ci offre poco in termini di originalità, essendo chiarissimo il significato della traduzione: "fil à plomb". Sebbene anche per i francesi esista una precisa traduzione di "archipendolo" ("archipendule"), è interessante sapere che essi attribuiscono al "fil à plomb" un significato simbolico: nella massoneria parigina, infatti, per la sua verticalità indica l'elevazione spirituale, il perenne desiderio di migliorarsi. D'altro canto, visto che indica un punto verso il basso, viene considerato simbolo di introspezione. 

Spagnolo:

Anche nella lingua iberica esiste un adattamento del termine italiano: "arquipéndola". 

    XXVIII STEP: LA SINTESI FINALE Archipendolo: Riepilogo finale Siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dell'archipend...