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giovedì 31 dicembre 2020

  

 XXVIII STEP: LA SINTESI FINALE

Archipendolo: Riepilogo finale


Siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dell'archipendolo: da strumento sconosciuto, è diventato quasi parte della quotidianità, vista l'attenzione con cui lo abbiamo analizzato.
È opportuno, quindi, passare velocemente in rassegna quanto detto a proposito del nostro strumento.


Foto dallo Step 2.

Siamo partiti dall'analisi del nome (Step 1), scoprendo già quanto sia difficile trovare una traduzione perfetta dello stesso in altre lingue. Cercando di fornire un quadro generale di quanto avremmo poi specificato meglio nei successivi post, allo Step 3 abbiamo stilato una raccolta di termini che potessero descrivere efficacemente l'archipendolo, sotto tutti i punti di vista. 
Come si addice ad un qualsiasi strumento di misura, la sua nascita è dovuta ad una particolare esigenza dell'uomo in ambito scientifico: nello Step 4 (Step 4 (en) link alla versione inglese) ci siamo interrogati sul legame che l'archipendolo ha con la scienza, scoprendo la sua importanza in ambito topografico.
Con queste prime informazioni, quindi, siamo riusciti a definire l'archipendolo come quello strumento che ci permette di verificare l'orizzontalità di un piano; contestualmente è utile nei rilievi topografici, in quanto rende possibile stimare l'altezza di un monte, ad esempio, con estrema precisione. Tutto ciò è conseguenza del fatto che l'archipendolo sfrutta un filo a piombo per indicare la verticale alla superficie terrestre nel punto in cui è posto (Step 5). 
Abbiamo cercato di descrivere l'archipendolo anche da un punto di vista chimico, rendendoci però conto che il suo funzionamento è praticamente solo fisico, come descritto nello Step 26.





Come analizzato in diversi post del blog, i primi ad inventare ed utilizzare l'archipendolo furono probabilmente gli Antichi Egizi, presto seguiti da tutte le altre civiltà del tempo. Si può quindi affermare che siano loro i veri inventori ed ideatori dello strumento; tuttavia, come tutti gli oggetti che perdurano nelle epoche, anche il nostro strumento ha subito dei cambiamenti e delle rivisitazioni. Infatti, dalla semplice struttura in legno degli Egizi si è arrivati a fabbricare archipendoli di ottone o metallo vario, come visto nello Step 8. Di pari passo con i materiali, ci sono stati personaggi storici che hanno "aggiornato l'archipendolo all'ultima versione" (si veda, per alcuni cenni, lo Step 9). 
Nello Step 11, infine, abbiamo descritto il semplice processo di fabbricazione. 



Analizzando la storia dell'archipendolo, abbiamo scoperto che lo strumento è stato assunto come simbolo diverse volte nella storia, al punto che abbiamo dovuto dedicare ben tre post all'argomento (Step 6 (parte I), Step 6 (parte II)Step 6 (parte III)). 
Inoltre, come vale per molti degli strumenti inventati in epoche antiche, anche l'archipendolo è inserito in un'ottica religioso-mitologica, entrando a far parte della tradizione di vari popoli. In particolare, il nostro strumento è citato nella Bibbia, come analizzato nel relativo Step 7. E, restando nell'ambito della letteratura, abbiamo trovato diversi saggi, testi scientifici e articoli che parlano del nostro strumento, non solo da un punto di vista tecnico (Step 10), ma anche da quello pubblicitario (Step 13).
Dato che la pubblicità è in qualche modo legata alla cultura di massa, ci siamo chiesti se l'archipendolo fosse rintracciabile anche in film (Step 12), fumetti (Step 21 (parte I), Step 21 (parte II)), francobolli (Step 18), e addirittura in marchi di aziende o compagnie famose (Step 20), scoprendo che effettivamente quello che ritenevamo essere un oggetto totalmente slegato dalla nostra vita quotidiana, ci è molto più vicino del previsto.




Una tale importanza storico-scientifica dell'archipendolo non poteva certo passare inosservata agli occhi degli esperti e della normativa: è per questo motivo che abbiamo cercato di trovare eventuali brevetti (Step 17 (parte I), Step 17 (parte II)), norme esistenti (Step 23) e disegni o schemi (Step 16) che ci aiutassero a collocare il nostro semplice strumento in un contesto un po' più formale. 
Per riassumere tutti i concetti fondamentali di questa sezione abbiamo quindi deciso di concentrare in un unico spazio (Step 22) lo schema di funzionamento dello strumento, definendo un semplice e pratico manuale d'uso. 




Definendo queste quattro macroaree, abbiamo descritto l'archipendolo sotto tutti i punti di vista, analizzando i vari ambiti che può toccare ed evitando di essere troppo schematici nella trattazione. Per aiutare il lettore nella comprensione organica dello studio, tuttavia, abbiamo anche realizzato dei post in cui cercavamo di ricapitolare i tratti fondamentali dello strumento. Ecco il perché, dunque, dei vari glossari, dell'albero tassonomico (Step 14), della relazione sui numeri che possiamo associare allo strumento (Step 15), dell'abbecedario (Step 19).
Infine, abbiamo raccolto dei grafici sull'utilizzo di alcuni termini associati allo strumento nelle varie lingue nel corso degli ultimi secoli (Step 24), e ci siamo resi conto di come sia cambiato non solo l'utilizzo delle parole analizzate, ma anche e soprattutto l'interesse tecnico-scientifico (oltre che simbolico-mistico) nei confronti dell'archipendolo. 



Tra gli ultimi post del blog, escluso il presente, troviamo, in conclusione del nostro viaggio, una mappa concettuale per riassumere definitivamente il contenuto di questo blog (Step 27).

Anche se sembra poco pertinente con il resto, lo Step 25 rappresenta un punto di raccordo tra me, curatore di questo blog, e tutti voi lettori, in quanto vi mostro una parte di me. Dico che lo reputo poco pertinente in quanto non c'entra con l'archipendolo in senso stretto, ma in generale rappresenta l'importanza che un oggetto, o meglio, una cosa, può avere nella vita di un uomo. 
Tutti noi, se scaviamo nella nostra sensibilità, ci rendiamo conto di essere legati ad uno più oggetti, probabilmente diversi da quelli del nostro passato e del nostro futuro, e chissà che, nel corso della Storia, qualcuno, da qualche parte non si sia affezionato ad un archipendolo...








mercoledì 30 dicembre 2020

 

 XXVII STEP: LA MAPPA CONCETTUALE

Archipendolo: Diagramma riassuntivo



Cerco ora di racchiudere il percorso che abbiamo affrontato tramite una rete neurale che riassuma i punti fondamentali toccati nella trattazione. 



domenica 20 dicembre 2020

  

  XXV STEP: LE COSE PERSONALI


Ognuno di noi, nella propria storia personale, si lega a diversi oggetti che rappresentano un particolare momento, situazione, emozione o processo della vita.
Se, in particolare, si considera la conoscenza (in senso generale), si è soliti dividerla in tre fasi fondamentali: passato, presente e futuro. Tale suddivisione può sembrare banale, ma non lo è affatto. È vero, infatti, che la conoscenza può assumere tre diverse forme, basate su queste tre fasi.

1) Passato: collegato alla memoria;
2) Presente: collegato al fare;
3) Futuro: collegato ai progetti di vita.

Un oggetto che mi rappresenta nel passato (anche se, in realtà, resta valido anche nel presente e lo sarà nel futuro) è di certo il capolavoro di Tolkien: "Il Signore degli Anelli". Ho letto questo libro per la prima volta a 12 anni, e mi ricordo di quanto fossi impressionato dalla storia. Rileggendolo qualche anno più tardi, ho colto molti significati che, prima, non avevo notato (per forza di cose). Per me rappresenta una scuola di vita, e mi ha aiutato tantissimo a diventare quel che sono ora.



Per quanto riguarda il presente, non posso evitare di considerare il mio pc, a maggior ragione in un periodo del genere, in cui quasi vado anche a dormire con il computer. Non solo è una fonte di conoscenza (anche universitaria) quasi infinita, ma mi permette anche di tenere più vivi quei legami che altrimenti avrei perso. Non solo, quindi riesco a "conoscere" il mondo, ma anche le persone, per quanto le modalità non siano esattamente quelle che vorrei. Da una parte, quindi, un oggetto senza cui sarei perduto; dall'altra, uno che non vedo l'ora di abbandonare, per tornare a vivere una Vita degna di questo nome.


Infine, in merito al futuro, l'oggetto che sicuramente mi rappresenta meglio è la mia bussola. Questa è un simbolo che mi indica la Strada da seguire, che mi ricorda da un lato che devo affidarmi all'aiuto di cose esterne quando perdo la via, e dall'altro che devo seguire le mie scelte fino in fondo, anche quando perdo la speranza.


 

giovedì 17 dicembre 2020

 

  XXIV STEP: LE PAROLE NELLA STORIA

Archipendolo: Storiografia dei termini di riferimento


Un aspetto molto interessante dello studio di un oggetto è valutare l'utilizzo del suo nome nella storia, da quando è stato concepito. 
Tramite l'utilizzo di Google Books Ngram Viewer, si riesce a visualizzare un grafico che mostra quanto spesso appare un certo termine in letteratura.
È interessante confrontare la parola "Archipendolo" con "Livella" nella lingua italiana, e "Filo a piombo" in italiano, inglese, francese e tedesco.






Come si nota confrontando questi due grafici, la parola "Archipendolo" è stata usata molto meno rispetto a "Livella": in particolare, la sua frequenza di utilizzo è del 32% rispetto a quella della livella.
Il primo termine, tuttavia, è stato usato con una certa frequenza circa 25 anni prima del secondo, il quale è molto più presente nella letteratura dell'ultimo secolo.  









Dall'analisi di questi grafici, emerge un dato che probabilmente non ci si sarebbe aspettati: infatti, nonostante sia molto più semplice trovare notizie sul web cercando "plumb line", questo termine è stato usato anche meno della corrispettiva traduzione in italiano e francese. I più utilizzati, infatti, sono questi ultimi. 
Il primo dei due, è stato utilizzato molto nella seconda metà del Seicento, anche se solo per pochi anni, per poi vivere una crescita (con molti alti e bassi) dal Settecento alla fine dell'Ottocento, periodo durante il quale raggiunse il picco di massimo utilizzo. Questo fatto si spiega facilmente con la nascita del Regno d'Italia e la conseguente affermazione, ancor più sostenuta, di società legate alla massoneria (che, come si è visto, sfruttava come simbolo l'archipendolo).
Il termine francese, invece, pur essendo più "vecchio" solo di qualche anno rispetto al corrispettivo italiano, è stato usato con grandissima frequenza in corrispondenza del periodo pre-rivoluzionario e post-napoleonico. 
La traduzione inglese rappresenta un caso isolato: infatti, pur essendo usato moltissimo (è il record assoluto) nei primissimi anni di sviluppo del termine, questo venne progressivamente abbandonato, assestandosi su un utilizzo molto basso negli ultimi anni. 
Infine, il termine in tedesco è usato con una frequenza media che è pari al 27% circa di quella della traduzione francese. Inoltre, pur essendo stato presente in letteratura ad inizio Ottocento, si nota un utilizzo più massiccio solo a partire dalla fine del secolo, con il picco che venne raggiunto attorno al 1925.

martedì 8 dicembre 2020


  XIX STEP: L'ABBECEDARIO

Archipendolo: Parole

Per descrivere meglio l'archipendolo, è opportuno comporre un abbecedario che riassuma le parole che più facilmente sono ad esso riconducibili.



A : Archipendolo - Lo strumento che dà origine al presente blog;

B: Bisettrice - Caratteristica della linea che congiunge il vertice superiore dell'archipendolo al pesetto di piombo, quando il piano misurato è effettivamente orizzontale; 

C: Costruzioni - L'ambito nel quale l'archipendolo ha trovato maggior impiego;

D: Disegno - Parte indispensabile associata ad un'invenzione, presentato assieme ad una descrizione dell'oggetto nella richiesta per ottenere un brevetto; 

E: Egizi - Il primo popolo della storia (di cui si abbiano notizie) ad utilizzare l'archipendolo;

F: Filo - Parte dell'archipendolo che sorregge il pesetto di piombo;

G: Guerra - L'archipendolo detto "dei bombardieri" veniva impiegato in guerra per uso balistico;

H: Hampton - (Kenneth J.,): Uno dei più moderni proprietari di un brevetto riferito al filo a piombo;

I: Inclinazione - (Di un piano): La grandezza da misurare che ha portato allo sviluppo dell'archipendolo;

L: Livella - "Evoluzione" dell'archipendolo in tempi più moderni;

M: Massoneria - Come spiegato nei precedenti post, l'archipendolo è stato utilizzato dai massoni come simbolo rappresentativo su bandiere e stendardi;

N: Novanta - L'angolo che il filo a piombo deve formare con la traversa;

O: Orizzontalità - La condizione che, tramite l'archipendolo, si studia in merito al piano considerato;

P: Piombo - L'elemento di cui è composto il pesetto su cui si basa il funzionamento dell'archipendolo;

Q: Quote - Tacche di riferimento poste sulla traversa per misurare lunghezze o angoli (a seconda della scelta del costruttore);

R: Romani - Assieme alla groma, era lo strumento più utilizzato per misurare la verticalità di un piano;

S: Squadra - L'archipendolo può essere usato come squadra se il triangolo che formano i suoi bracci è rettangolo;

T: Triangolo - Poligono formato dai lati dell'archipendolo;

U: Unità - (Di misura): Qualsiasi strumento di misurazione fornisce il valore di una grandezza, a cui è associata una specifica unità di misura. Quando si usa come squadra, l'archipendolo sfrutta sia il metro (unità di misura della lunghezza) e i suoi sottomultipli, sia il grado (unità di misura dell'ampiezza degli angoli piani);

V: Versatilità - L'archipendolo è uno strumento molto facile da costruire e da assemblare, che può essere trasportato facilmente ed utilizzato per misurare angoli di inclinazione
e lunghezze;

Z: Zero - Complementare dell'angolo di novanta gradi descritto precedentemente, l'angolo nullo è quello che, se formato dal filo con la tacca che rappresenta la verticale, garantisce l'orizzontalità del piano misurato. 


sabato 21 novembre 2020

 

  XIV STEP: LA TASSONOMIA

Archipendolo: Gerarchie


Volendo inserire l'archipendolo all'interno di una scala gerarchica di concetti, tramite un albero tassonomico, esso presenterà una struttura di questo tipo:



 

  XIII STEP: LA PUBBLICITÀ

Archipendolo: Sponsorizzazione


Come ogni strumento che si rispetto, anche l'archipendolo è stato interessato, per quanto in misura limitata, da forme di pubblicità. In vecchi giornali, periodici e riviste si trovano, infatti, riferimenti all'archipendolo o al filo a piombo.
Particolarmente interessanti sono questi due documenti italiani, editi durante il secolo scorso.
Il primo rappresenta un numero di una rivista, il "Sistema A": si tratta di un mensile, i cui numeri sono stati pubblicati tra il 1949 e il 1967, in cui venivano descritte idee per piccole invenzioni, bricolage, migliorie da apportare alla propria casa e simili. In questo numero, datato febbraio 1953, c'è una piccola inserzione sul filo a piombo.

 

Nel secondo documento, invece, si trova la rappresentazione di un vero e proprio archipendolo. Si tratta di una stampa d'epoca (fine Ottocento - inizio Novecento) raffigurante diversi oggetti inerenti l'ambito dell'edilizia. 

In alto a sinistra si nota la raffigurazione dell'archipendolo.

Sulla falsa riga di quest'ultimo, si trova raffigurato un archipendolo anche in diverse tavole topografiche.

In alto a sinistra, un archipendolo.

Nessuno dei documenti rappresenta una pubblicità nel senso in cui la intendiamo oggi: infatti, lo scopo con cui sono stati redatti non era tanto quello di sponsorizzare un prodotto, bensì di far conoscere nuovi strumenti di lavoro e stimolare, nel caso della rivista citata, la creatività degli italiani.
Se si volesse immaginare quale potrebbe essere un modo di pubblicizzare l'archipendolo, di certo si dovrebbe pensare ad esaltare la sua facilità di realizzazione ed utilizzo, e la versatilità estremamente importante, dato che con un solo strumento si riesce ad adempiere a più funzioni.

venerdì 30 ottobre 2020

X STEP: I LIBRI

Archipendolo: La letteratura


In questa sezione sono raccolti libri e articoli che citano l'archipendolo.

1) Stefania CavazzonL'archipendolo: Inserti a tema e ideazione fotografica di Nando Pace, Pubblisfera, 2015
2) Mariano di Iacopo (detto Taccola)De Ingeneis, Libri III e IV, Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze, 1432 ca.
3) G. Pigozzi, Corso di Topografia, Volume II, Raffaello Giusti Editore, Livorno, 1911
4) Moustafa GadallaL'architettura metafisica dell'antico Egitto, Moustafa Gadalla , 1/1/2019
5) Tiziana CampisiCostruire lo spazio. Il cantiere gotico, dal disegno all'esecuzione, Edizioni Caracol, Palermo, 2016
6) Marco di Donato, Palazzo Marchesale: Il "Libro in pietra dei Caracciolo", nel blog "Il punto sul mistero", 15/10/2015
7) Andrea Cantile, Dall'immagine al modello: note sulla cartografia geometrica in Italia dal Rinascimento alla Rivoluzione Geodetica, Parte II- da Raffaello Sanzio a Giambattista Nolli, per il bimestrale "Geocentro magazine, Bimestrale dei geometri e geometri laureati", n°7, Anno II, Gennaio-Febbraio 2010





Copertina del libro del corso di Topografia dell'ingegner Pigozzi.


Estratto del trattato "De Ingeneis" del Taccola, in cui si fa riferimento alla misurazione dell'altezza di una torre. Per lo scopo, viene utilizzato un archipendolo con traversa curva.

VIII STEP: I MATERIALI

Archipendolo: Come è fatto


L'archipendolo, essendo uno strumento antichissimo, è formato da materiali che sono sempre stati facilmente reperibili e poco, in un certo senso, all'avanguardia.

La struttura della "versione originale" dell'oggetto, di matrice egizia, era costituita interamente in legno. Questo, ovviamente, è il materiale in assoluto più utilizzato nella storia dell'uomo: non esiste epoca storica, infatti, in cui non sia stato protagonista di uno o più oggetti caratteristici e non solo. Facilmente reperibile praticamente ovunque, è di certo la materia prima più comune con cui sono stati costruiti archipendoli nella storia; nonostante l'Egitto non sia una regione famosa per i suoi boschi, è pur vero che la quantità di legname da utilizzare per realizzare l'oggetto è veramente irrisoria.

Il filo a piombo non ha bisogno di grandi spiegazioni: il pesetto è, come dice il nome, di piombo; il filo, dal canto suo, può essere sia di canapa che di nylon. Tuttavia, dato che il nylon è un materiale decisamente recente (1938) il filo è sempre stato costituito da canapa.

Alcuni archipendoli, in età rinascimentale, sono stati costruiti anche utilizzando ottone e leghe metalliche simili. Tuttavia, questo tipo di oggetti venivano usati principalmente in ambito militare (es. archipenzolo da bombardieri https://catalogo.museogalileo.it/oggetto/ArchipenzoloBombardieri.html), e non in quello civile.
Il vantaggio di questi, ovviamente, è la miglior resistenza all'usura e la maggior precisione con cui si riesce a tarare lo strumento (come è noto, il legno è sensibile all'umidità, e non essendo note, agli Egizi, tecniche impermeabilizzanti per questo materiale, è evidente la validità dell'affermazione).

Archipenzolo da bombardieri



  VII STEP: IL MITO

Archipendolo: Tra realtà e mitologia



"La tendenza al mito è innata nella razza umana. È la protesta romantica contro la banalità della vita quotidiana." (William Somerset Maugham)

Non è facile trovare miti relativi all'archipendolo, ma si trovano riferimenti al filo a piombo nella Bibbia, dunque ho scelto di concentrarmi su questi.

Si parla per la prima volta di tale strumento nel libro del profeta Amos. Egli scrive con un tono particolarmente duro, invitando le genti alla preghiera ed alla penitenza, in quanto profetizza la venuta del Signore e quello che, successivamente, sarà conosciuto come Giudizio Universale. Nel settimo capitolo dell'omonimo libro, Amos parla delle piaghe con cui il Signore vuole punire Israele, a causa dei peccati del popolo. Tuttavia, Amos intercede presso di Lui, e fa sì che il suo popolo sia salvato da locuste e fuoco. Allora Dio parla al suo profeta, e gli spiega il perché della sua rabbia: Egli non può più perdonare gli israeliti in quanto, dopo averli "misurati" con un filo a piombo, fa notare ad Amos come stiano deviando dalla strada che aveva preparato per essi.

Il significato del passo è chiaro: la Bibbia vuole lanciare il messaggio che, come non si può costruire una casa senza controllare che i muri portanti siano dritti, così l'uomo non può costruire la propria vita senza preoccuparsi della direzione che sta seguendo. Secondo il cristianesimo, il "filo a piombo della vita" deve essere l'insegnamento di Gesù, unito alla parola di Dio. 



Un altro profeta che nomina il filo a piombo nella Bibbia è Zaccaria. Egli cita il filo a piombo con le stesse finalità di Amos, ma con uno slancio decisamente più positivo e speranzoso. Il denominatore comune dei due passi è, quindi, pressoché lo stesso. 





Bibliografia: Sacra Bibbia
https://combonianum.org/2019/10/03/lectio-sul-profeta-zaccaria-cap-4-8/
https://youtu.be/an6EUb5p0DA 
https://chiesaadiconegliano.blogspot.com/2012/03/un-filo-piombo-amos-71-9.html

VI STEP: IL SIMBOLO (Parte III)

Archipendolo: Significato e tradizione

 

Tornando tra gli ambienti massonici, già citati nel primo di questa serie di tre post, l'archipendolo è sempre stato considerato simbolo della rivoluzione, in quanto rievocava ideali di giustizia sociale ed uguaglianza. Per tali motivi, molte volte è stato utilizzato in iconografie legate ad ambienti giacobini.

BCABo, GDS, Raccolta stampe per soggetto, cartella O, n. 195

Infine, contestualmente alla seconda discesa di Napoleone in Italia, in piena primavera dell'anno 1800; infatti, ad agosto, la Legione Italica (divenuta all'epoca Divisione Italica) utilizza una bandiera tricolore con al centro un archipendolo. 

https://www.corriere.it/gallery/cultura/01-2011/tricolore/1/i-tricolori-italia-d-eta-giacobina-napoleonica_c1f0bc36-181a-11e0-9e84-00144f02aabc.shtml



VI STEP: IL SIMBOLO (Parte II)

Archipendolo: Significato e tradizione


Troviamo traccia dell'archipendolo già nel Filebo di Platone, in cui egli afferma: "Ciò che qui intendo per bellezza di forme non è già quello il profano generalmente intende sotto questo nome, ma bensì ciò che risiede nel saggio e giudizioso impiego del compasso, del filo e della squadra.". Appare chiaro il riferimento all'archipendolo che, come detto, era usato anche come squadra. 

Già dal tempo dei Romani, inoltre, l'archipendolo è stato associato agli ambienti "massonici" o esoterici dell'epoca. Una testimonianza deriva infatti da un mosaico rinvenuto a Pompei, che raffigura, tra gli altri simboli, proprio un archipendolo. Esso si trova nella parte superiore del mosaico, e rappresenta il cosiddetto "Pleroma", ovvero, nello gnosticismo, la sfera mediatrice tra quella divina, perfetta e reale, e quella delle cose materiali, imperfetta ed irreale.


Saltando al rinascimento, lo scrittore perugino Cesare Ripa utilizza, nel suo trattato Iconologia del 1593, l'archipendolo per simboleggiare l'etica. Per lui, questa virtù è una donna che tiene in mano proprio un archipendolo, che simboleggia il percorso da seguire per condurre la propria vita in maniera retta. Di seguito l'estratto del trattato: 
"L'archipendolo ne dà per similitudine ad intendere che, sì come allora una cosa essere bene in piano si dimostra, quando il filo pendente tra le due gambe di detto istrumento non trasgredisce verso veruno de gl'estremi, ma s'aggiusta con la linea segnata nella parte superiore, ond'egli descende, così questa Dottrina dell'Etica insegna l'huomo che alla rettitudine et uguaglianza della ragione il sensuale appetito si conforma, quando non pende a gl'estremi, ma nel mezo si ritiene." (Cesare Ripa, Iconografia, 1593).


Bibliografia: https://www.esonet.it/News-file-article-sid-868.html , http://bivio.filosofia.sns.it/bvWorkPage.php?pbSuffix=157%2C570849&queryStructPath=../SectionFigureList_allegPhilosoph.trsst&queryName=bvCreateSectionFigureFreqList&posSL=27&resetPageNav=1

domenica 25 ottobre 2020

III STEP: UN GLOSSARIO

Archipendolo: I termini che lo riguardano


"Le parole sono finestre (oppure muri)." (Marshall Bertram Rosenberg)

  1. Misura : Operazione che si compie con lo strumento in esame.
  2. Architettura: Disciplina in cui l'archipendolo veniva più utilizzato.
  3. Fisica: Dietro il funzionamento di qualsiasi strumento si celano sempre leggi e principi della fisica.
  4. Edilizia: L'archipendolo è stato impiegato prevalentemente nel campo dell'edilizia.
  5. Angolo: Il compito dello strumento è verificare che il filo a piombo formi, con la scala graduata, un angolo nullo. Se ciò non accade, permette di misurare l'inclinazione del piano preso in esame.
  6. Legno: Materiale di cui era costituito lo strumento.
  7. Filo a piombo: Strumento che serve a misurare la verticalità di un asse, una colonna e simili.
  8. Squadra: Il supporto dell'archipendolo spesso è stato utilizzato come squadra, per tracciare linee sulle costruzioni e misurare brevi distanze.
  9. Topografia: Disciplina che pone le sue fondamenta su strumenti come l'archipendolo, la groma e, in generale, il filo a piombo.

    XXVIII STEP: LA SINTESI FINALE Archipendolo: Riepilogo finale Siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dell'archipend...