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giovedì 31 dicembre 2020

  

 XXVIII STEP: LA SINTESI FINALE

Archipendolo: Riepilogo finale


Siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dell'archipendolo: da strumento sconosciuto, è diventato quasi parte della quotidianità, vista l'attenzione con cui lo abbiamo analizzato.
È opportuno, quindi, passare velocemente in rassegna quanto detto a proposito del nostro strumento.


Foto dallo Step 2.

Siamo partiti dall'analisi del nome (Step 1), scoprendo già quanto sia difficile trovare una traduzione perfetta dello stesso in altre lingue. Cercando di fornire un quadro generale di quanto avremmo poi specificato meglio nei successivi post, allo Step 3 abbiamo stilato una raccolta di termini che potessero descrivere efficacemente l'archipendolo, sotto tutti i punti di vista. 
Come si addice ad un qualsiasi strumento di misura, la sua nascita è dovuta ad una particolare esigenza dell'uomo in ambito scientifico: nello Step 4 (Step 4 (en) link alla versione inglese) ci siamo interrogati sul legame che l'archipendolo ha con la scienza, scoprendo la sua importanza in ambito topografico.
Con queste prime informazioni, quindi, siamo riusciti a definire l'archipendolo come quello strumento che ci permette di verificare l'orizzontalità di un piano; contestualmente è utile nei rilievi topografici, in quanto rende possibile stimare l'altezza di un monte, ad esempio, con estrema precisione. Tutto ciò è conseguenza del fatto che l'archipendolo sfrutta un filo a piombo per indicare la verticale alla superficie terrestre nel punto in cui è posto (Step 5). 
Abbiamo cercato di descrivere l'archipendolo anche da un punto di vista chimico, rendendoci però conto che il suo funzionamento è praticamente solo fisico, come descritto nello Step 26.





Come analizzato in diversi post del blog, i primi ad inventare ed utilizzare l'archipendolo furono probabilmente gli Antichi Egizi, presto seguiti da tutte le altre civiltà del tempo. Si può quindi affermare che siano loro i veri inventori ed ideatori dello strumento; tuttavia, come tutti gli oggetti che perdurano nelle epoche, anche il nostro strumento ha subito dei cambiamenti e delle rivisitazioni. Infatti, dalla semplice struttura in legno degli Egizi si è arrivati a fabbricare archipendoli di ottone o metallo vario, come visto nello Step 8. Di pari passo con i materiali, ci sono stati personaggi storici che hanno "aggiornato l'archipendolo all'ultima versione" (si veda, per alcuni cenni, lo Step 9). 
Nello Step 11, infine, abbiamo descritto il semplice processo di fabbricazione. 



Analizzando la storia dell'archipendolo, abbiamo scoperto che lo strumento è stato assunto come simbolo diverse volte nella storia, al punto che abbiamo dovuto dedicare ben tre post all'argomento (Step 6 (parte I), Step 6 (parte II)Step 6 (parte III)). 
Inoltre, come vale per molti degli strumenti inventati in epoche antiche, anche l'archipendolo è inserito in un'ottica religioso-mitologica, entrando a far parte della tradizione di vari popoli. In particolare, il nostro strumento è citato nella Bibbia, come analizzato nel relativo Step 7. E, restando nell'ambito della letteratura, abbiamo trovato diversi saggi, testi scientifici e articoli che parlano del nostro strumento, non solo da un punto di vista tecnico (Step 10), ma anche da quello pubblicitario (Step 13).
Dato che la pubblicità è in qualche modo legata alla cultura di massa, ci siamo chiesti se l'archipendolo fosse rintracciabile anche in film (Step 12), fumetti (Step 21 (parte I), Step 21 (parte II)), francobolli (Step 18), e addirittura in marchi di aziende o compagnie famose (Step 20), scoprendo che effettivamente quello che ritenevamo essere un oggetto totalmente slegato dalla nostra vita quotidiana, ci è molto più vicino del previsto.




Una tale importanza storico-scientifica dell'archipendolo non poteva certo passare inosservata agli occhi degli esperti e della normativa: è per questo motivo che abbiamo cercato di trovare eventuali brevetti (Step 17 (parte I), Step 17 (parte II)), norme esistenti (Step 23) e disegni o schemi (Step 16) che ci aiutassero a collocare il nostro semplice strumento in un contesto un po' più formale. 
Per riassumere tutti i concetti fondamentali di questa sezione abbiamo quindi deciso di concentrare in un unico spazio (Step 22) lo schema di funzionamento dello strumento, definendo un semplice e pratico manuale d'uso. 




Definendo queste quattro macroaree, abbiamo descritto l'archipendolo sotto tutti i punti di vista, analizzando i vari ambiti che può toccare ed evitando di essere troppo schematici nella trattazione. Per aiutare il lettore nella comprensione organica dello studio, tuttavia, abbiamo anche realizzato dei post in cui cercavamo di ricapitolare i tratti fondamentali dello strumento. Ecco il perché, dunque, dei vari glossari, dell'albero tassonomico (Step 14), della relazione sui numeri che possiamo associare allo strumento (Step 15), dell'abbecedario (Step 19).
Infine, abbiamo raccolto dei grafici sull'utilizzo di alcuni termini associati allo strumento nelle varie lingue nel corso degli ultimi secoli (Step 24), e ci siamo resi conto di come sia cambiato non solo l'utilizzo delle parole analizzate, ma anche e soprattutto l'interesse tecnico-scientifico (oltre che simbolico-mistico) nei confronti dell'archipendolo. 



Tra gli ultimi post del blog, escluso il presente, troviamo, in conclusione del nostro viaggio, una mappa concettuale per riassumere definitivamente il contenuto di questo blog (Step 27).

Anche se sembra poco pertinente con il resto, lo Step 25 rappresenta un punto di raccordo tra me, curatore di questo blog, e tutti voi lettori, in quanto vi mostro una parte di me. Dico che lo reputo poco pertinente in quanto non c'entra con l'archipendolo in senso stretto, ma in generale rappresenta l'importanza che un oggetto, o meglio, una cosa, può avere nella vita di un uomo. 
Tutti noi, se scaviamo nella nostra sensibilità, ci rendiamo conto di essere legati ad uno più oggetti, probabilmente diversi da quelli del nostro passato e del nostro futuro, e chissà che, nel corso della Storia, qualcuno, da qualche parte non si sia affezionato ad un archipendolo...








martedì 22 dicembre 2020

  

  XXVI STEP: LA CHIMICA E GLI STRUMENTI SCIENTIFICI

Archipendolo: Legami con la scienza





Come è facilmente intuibile, l'archipendolo non è uno strumento che viene utilizzato per i suoi legami con la chimica; l'unico rilevante principio scientifico cui si può ricondurre senza andare fuori tema è legato al campo gravitazionale.
Ora, di certo gli Egizi, quando hanno inventato questo strumento, non avevano in mente il concetto di campo di forza; la scelta dei materiali, quindi, risponde semplicemente ad un'esigenza di tipo pratico. Infatti, non sono le proprietà chimiche del legno che lo rendono ottimo per costruire un archipendolo, ma semplicemente la sua ampia disponibilità. Per quanto riguarda il piombo, invece, il discorso è leggermente diverso.

Infatti, se si cerca tra i tanti metalli utilizzati nell'Età Antica, il piombo non è di certo tra questi. Inizialmente, si usava qualsiasi tipo di corpo, dato che, come ci è noto da concetti di fisica decisamente più "attuali", tutti i corpi sono soggetti all'attrazione dovuta al campo gravitazionale terrestre. 

Dal punto di vista "strutturale" (ma comunque, più fisico che chimico), il peso di piombo viene utilizzato perché, rispetto ad altri metalli, ha un miglior rapporto difficoltà di lavorazione/usura. Inoltre, rispetto, per esempio, ad un sasso, la sua massa è distribuita in maniera più uniforme, e quindi risponde all'attrazione gravitazionale in modo migliore (in sostanza, oscilla meno di altri corpi prima di fermarsi).

La caratteristica chimica che si può prendere in considerazione è semplicemente il numero atomico: il piombo è l'82° elemento della tavola periodica, il che implica che, rispetto ad altri metalli, ha un maggior numero di protoni e neutroni (che rappresentano la gran parte della massa atomica). Questo fa sì che, fisicamente,  l'atomo di piombo pesi di più rispetto a quello di altri metalli, quindi si nota di più l'allineamento con la verticale rispetto alla superficie terrestre.


domenica 20 dicembre 2020

  

  XXV STEP: LE COSE PERSONALI


Ognuno di noi, nella propria storia personale, si lega a diversi oggetti che rappresentano un particolare momento, situazione, emozione o processo della vita.
Se, in particolare, si considera la conoscenza (in senso generale), si è soliti dividerla in tre fasi fondamentali: passato, presente e futuro. Tale suddivisione può sembrare banale, ma non lo è affatto. È vero, infatti, che la conoscenza può assumere tre diverse forme, basate su queste tre fasi.

1) Passato: collegato alla memoria;
2) Presente: collegato al fare;
3) Futuro: collegato ai progetti di vita.

Un oggetto che mi rappresenta nel passato (anche se, in realtà, resta valido anche nel presente e lo sarà nel futuro) è di certo il capolavoro di Tolkien: "Il Signore degli Anelli". Ho letto questo libro per la prima volta a 12 anni, e mi ricordo di quanto fossi impressionato dalla storia. Rileggendolo qualche anno più tardi, ho colto molti significati che, prima, non avevo notato (per forza di cose). Per me rappresenta una scuola di vita, e mi ha aiutato tantissimo a diventare quel che sono ora.



Per quanto riguarda il presente, non posso evitare di considerare il mio pc, a maggior ragione in un periodo del genere, in cui quasi vado anche a dormire con il computer. Non solo è una fonte di conoscenza (anche universitaria) quasi infinita, ma mi permette anche di tenere più vivi quei legami che altrimenti avrei perso. Non solo, quindi riesco a "conoscere" il mondo, ma anche le persone, per quanto le modalità non siano esattamente quelle che vorrei. Da una parte, quindi, un oggetto senza cui sarei perduto; dall'altra, uno che non vedo l'ora di abbandonare, per tornare a vivere una Vita degna di questo nome.


Infine, in merito al futuro, l'oggetto che sicuramente mi rappresenta meglio è la mia bussola. Questa è un simbolo che mi indica la Strada da seguire, che mi ricorda da un lato che devo affidarmi all'aiuto di cose esterne quando perdo la via, e dall'altro che devo seguire le mie scelte fino in fondo, anche quando perdo la speranza.


 

giovedì 17 dicembre 2020

 

  XXIII STEP: LA NORMATIVA

Archipendolo: Regole


Come si è più volte sottolineato nei precedenti post, la costruzione dell'archipendolo non è affatto un procedimento articolato e complesso, per cui ognuno può fabbricarsi il proprio strumento personale.
Tuttavia, proprio in virtù di ciò, non esiste una normativa rigorosa al riguardo. 

Quel che è certo, è che nei manoscritti e nei trattati dell'Età Antica e del Medioevo (si pensi, ad esempio, al già citato "De Ingeneis" del Taccola) già venivano proposte tecniche id fabbricazione e misure dei vari componenti dello strumento. 
In particolare, si è scoperto che molti archipendoli utilizzati principalmente per verificare l'orizzontalità di un piano (di grandezza, quindi, ridotta, rispetto a quelli sfruttati per segnare i confini di una proprietà) erano prodotti con proporzioni standardizzate. Infatti, la misura della base dell'archipendolo soleva essere di circa 50 cm, mentre i lati obliqui ne misuravano 35: il rapporto tra lunghezza del lato obliquo e base è di 0.7, ovvero 7:10. 
Un altro riferimento, anche se non si tratta di una vera e propria normativa rigorosa, è dato dal II volume della serie di libri scritti dall'ing. Pigozzi agli inizi del Novecento per gli studenti dell'Istituto Tecnico di Udine. (Si faccia riferimento al post sui libri).

Come già evidenziato nel post relativo ai brevetti (parte I), è molto più comune trovare schemi e documenti ufficiali relativi al peso di un filo a piombo, piuttosto che all'archipendolo.
In questa immagine è possibile osservare una tavola rappresentante le viste quotate di uno di questi pesetti (per altre tavole si faccia riferimento al post sui brevetti, parte II).





domenica 13 dicembre 2020


  XXII STEP: UN MANUALE D'USO

Archipendolo: Istruzioni




Come per tutti gli strumenti, anche per l'archipendolo è possibile raccogliere le principali modalità d'impiego in un manuale che illustri le varie fasi del suo utilizzo.

In generale, i due utilizzi principali dell'archipendolo sono i seguenti:

1) Verifica dell'orizzontalità di un piano;
2) Segnatura delle linee di confine di una proprietà.

L'interesse dei due usi selezionati è dato dal parallelismo storico: il primo è quello classico, motivo per cui nasce come strumento; il secondo, invece, è riferito all'ambito di maggior impiego dell'archipendolo in età moderna. Per la facilità di costruzione e di utilizzo, infatti, molti contadini si affidano a questo strumento per segnare i confini dei propri campi.

1. Verifica dell'orizzontalità di un piano

Come accennato già in altri post, l'unica difficoltà di utilizzo dell'archipendolo risiede nella taratura: è importante, infatti, segnare bene sulla traversa le tacche rappresentanti l'angolo di scostamento del filo a piombo dalla posizione di equilibrio (che si stabilisce a partire dal posizionamento dell'archipendolo su un piano di cui si conosce con certezza l'orizzontalità). Per semplici nozioni di geometria elementare, infatti, tale angolo è esattamente pari all'angolo di inclinazione del piano considerato, quando su di esso viene posto lo strumento. 
In sostanza, tutto ciò che si deve fare per posizionare orizzontalmente un piano, è inclinarlo finché il filo a piombo dell'archipendolo posto su di esso non si allineai esattamente alla tacca centrale della traversa. 



2. Segnatura delle linee di confine


Per segnare i confini di una proprietà, basta costruire un archipendolo molto grande, con supporti piuttosto lunghi (anche 1.5 metri) e procurarsi un filo a piombo proporzionale alle dimensioni dell'archipendolo.
Quando si deve tracciare una linea sul terreno per piantare un paletto di confine, si posiziona una "gamba" dell'archipendolo in prossimità del paletto, e si fa con essa da perno, muovendo l'altra, finché non si raggiunge la posizione di equilibrio del filo a piombo rispetto allo strumento. 
Non appena questa viene raggiunta e il filo smette di oscillare, si segna la posizione del secondo "piede" dell'archipendolo, in modo da piantare il palo in un secondo momento; contestualmente, si fa da perno con la "gamba" che prima era stata spostata, e si ripete l'operazione appena descritta con il sostegno che prima era fermo.
Quest'operazione si ripete per tutta la lunghezza del confine da tracciare.




NOTA:
Cercando su internet come si sfrutta il principio di funzionamento dell'archipendolo, tra i vari video sul filo a piombo, il primo inerente l'archipendolo che compare nella pagina di YouTube è il seguente (è linkato il momento in cui si mostra come tracciare una linea di confine): https://youtu.be/gjE-6B13hkQ?t=122.

martedì 8 dicembre 2020

 

  XXI STEP: IL FUMETTO (Parte II)

Archipendolo: Comics


Un altro esempio della presenza di un filo a piombo in un fumetto è dato dalla copertina di: "Donald in Mathmagic Land", produzione della Walt Disney tradotta anche in un cortometraggio. Infatti, proprio davanti il becco di Paperino si nota, disegnato alla lavagna, un filo a piombo.


Link: https://www.maa.org/press/periodicals/convergence/mathematical-treasure-donald-in-mathmagic-land

Il fumetto (e, quindi, il cortometraggio) è a puro scopo educativo: venne infatti prodotto per far appassionare gli studenti alla matematica, guidandoli attraverso le sue applicazioni nella vita quotidiana in maniera divertente. 
Come tutti gli amanti dei fumetti di Paperino sanno, il personaggio non è affatto amante della matematica; tuttavia, quello che nel libro è lo "Spirito dell'Avventura" lo guida nella scoperta di questo mondo "magico" (citando il titolo), sullo stile del viaggio di Alice ne "Alice in Wonderland". 
Il cortometraggio, della durata di una mezz'oretta scarsa, venne sfruttato ampiamente dai docenti nelle scuole, per motivare i ragazzi. 

 

  XXI STEP: IL FUMETTO (Parte I)

Archipendolo: Comics


Come si è notato nei precedenti post, l'archipendolo è uno strumento che, per la sua importanza storica, è stato spesso citato o presentato in alcuni libri e film. In virtù di ciò, non è da escludere la possibilità di trovare altri riferimenti anche in fumetti o vignette.
Tuttavia, non è immediato trovare riferimenti all'archipendolo; al contrario, è abbastanza facile scovare fumetti in cui viene illustrato un filo a piombo. 


Link all'immagine: https://medium.com/@duranko/golf-toons-4-plumb-bob-from-182-yards-out-ab4a6ab33444

In questa vignetta, l'artista ironizza sulla pratica del "plumb bobbing": nel golf, è l'operazione che si compie per studiare l'andamento del terreno, in modo da capire come colpire la pallina in base al tipo di situazione che si deve affrontare. Per svolgere quest'operazione, i golfisti si dispongono come l'uomo in figura, non molto distanti dalla pallina, ed utilizzano il putter per lo scopo. Nell'immagine, per fare ironia, l'artista disegna un filo a piombo vero e proprio. Il senso dell'umorismo sta nel ridicolizzare una pratica non fisicamente accurata, che molto spesso serve solo a far scena: infatti, l'uomo che parla dice a quello inginocchiato che è inutile studiare il terreno dopo un colpo che lo ha mandato fuori campo.  

 

  XX STEP: IL MARCHIO

Archipendolo: Logo


Come si è visto nei precedenti post, l'archipendolo è stato largamente utilizzato in passato da associazioni e movimenti, per indicare uno o più ideali cui si faceva riferimento.
Tuttavia, anche al giorno d'oggi è possibile trovare lo strumento in loghi di associazioni culturali o legate all'architettura.

In particolare, l'immagine seguente riporta il logo dello studio di architettura "larderArch", il quale offre servizi ispirati a concetti architettonici e sviluppati in ambito di design sotto diversi punti di vista, tra cui l'illuminazione e l'allestimento di sale museali e l'organizzazione di mostre.




Il motivo per cui, probabilmente, è stato scelto come simbolo l'archipendolo, è sia di carattere pratico (architettura ed archipendolo iniziando entrambi con "Arch", che è parte del logo), sia di carattere simbolico. Come appare ovvio, infatti, in passato architetti, ingegneri e progettisti facevano largo uso dello strumento per i loro studi.

Qui il link del sito, per eventuali curiosi: http://larderarch.net/#top.


  XIX STEP: L'ABBECEDARIO

Archipendolo: Parole

Per descrivere meglio l'archipendolo, è opportuno comporre un abbecedario che riassuma le parole che più facilmente sono ad esso riconducibili.



A : Archipendolo - Lo strumento che dà origine al presente blog;

B: Bisettrice - Caratteristica della linea che congiunge il vertice superiore dell'archipendolo al pesetto di piombo, quando il piano misurato è effettivamente orizzontale; 

C: Costruzioni - L'ambito nel quale l'archipendolo ha trovato maggior impiego;

D: Disegno - Parte indispensabile associata ad un'invenzione, presentato assieme ad una descrizione dell'oggetto nella richiesta per ottenere un brevetto; 

E: Egizi - Il primo popolo della storia (di cui si abbiano notizie) ad utilizzare l'archipendolo;

F: Filo - Parte dell'archipendolo che sorregge il pesetto di piombo;

G: Guerra - L'archipendolo detto "dei bombardieri" veniva impiegato in guerra per uso balistico;

H: Hampton - (Kenneth J.,): Uno dei più moderni proprietari di un brevetto riferito al filo a piombo;

I: Inclinazione - (Di un piano): La grandezza da misurare che ha portato allo sviluppo dell'archipendolo;

L: Livella - "Evoluzione" dell'archipendolo in tempi più moderni;

M: Massoneria - Come spiegato nei precedenti post, l'archipendolo è stato utilizzato dai massoni come simbolo rappresentativo su bandiere e stendardi;

N: Novanta - L'angolo che il filo a piombo deve formare con la traversa;

O: Orizzontalità - La condizione che, tramite l'archipendolo, si studia in merito al piano considerato;

P: Piombo - L'elemento di cui è composto il pesetto su cui si basa il funzionamento dell'archipendolo;

Q: Quote - Tacche di riferimento poste sulla traversa per misurare lunghezze o angoli (a seconda della scelta del costruttore);

R: Romani - Assieme alla groma, era lo strumento più utilizzato per misurare la verticalità di un piano;

S: Squadra - L'archipendolo può essere usato come squadra se il triangolo che formano i suoi bracci è rettangolo;

T: Triangolo - Poligono formato dai lati dell'archipendolo;

U: Unità - (Di misura): Qualsiasi strumento di misurazione fornisce il valore di una grandezza, a cui è associata una specifica unità di misura. Quando si usa come squadra, l'archipendolo sfrutta sia il metro (unità di misura della lunghezza) e i suoi sottomultipli, sia il grado (unità di misura dell'ampiezza degli angoli piani);

V: Versatilità - L'archipendolo è uno strumento molto facile da costruire e da assemblare, che può essere trasportato facilmente ed utilizzato per misurare angoli di inclinazione
e lunghezze;

Z: Zero - Complementare dell'angolo di novanta gradi descritto precedentemente, l'angolo nullo è quello che, se formato dal filo con la tacca che rappresenta la verticale, garantisce l'orizzontalità del piano misurato. 


lunedì 7 dicembre 2020

 


  XVIII STEP: IL FRANCOBOLLO

Archipendolo: Stampe


Cercando sul web notizie sul filo a piombo, è molto probabile che ci si imbatta nel seguente sito: http://www.plumbbobcollectors.info/. 
Il proprietario del sito raccoglie in varie sezioni tutte le notizie, le informazioni e le foto che possiede sul filo a piombo. In particolare, questo http://www.plumbbob.de/media//DIR_42117/DIR_42126/27370a50d48b95cdffff867cac14422e.pdf è il link che rimanda ad un documento in cui vengono proposti alcuni francobolli storici contenenti l'archipendolo o il filo a piombo.


2004
Francobolli brasiliani rappresentanti l'archipendolo.



1989
Francobolli uruguaiani inerenti diversi simboli massonici, tra cui l'archipendolo. Come si legge sulla carta, questo francobollo è stato emesso in occasione del bicentenario della rivoluzione francese.


2006
Francobollo proveniente dallo Sri-Lanka, rappresentante due fili a piombo giacenti sullo stesso asse.


1972
Francobollo indiano rappresentante un filo a piombo, emesso in occasione del venticinquesimo anniversario dall'inizio della standardizzazione del Paese in campo scientifico. 



1995
Francobollo egiziano raffigurante operai che sfruttano l'archipendolo, con chiaro riferimento alla costruzione delle piramidi.



  XVII STEP: I BREVETTI (Parte II)

Archipendolo: Invenzione


Filo a piombo (1)

    Inventore: Oral K. Jackson
    Numero di brevetto: US2592425A
    Data di rilascio: 5 dicembre 1949


L'immagine mostra la sezione di un pesetto di un filo a piombo, la cui forma è decisamente più elaborata di quella che aveva precedentemente. Senza scendere troppo nel dettaglio, dato l'elevatissimo numero di particolari, si può dire che l'obiettivo più importante che tale oggetto permette di raggiungere è la maggior precisione nell'indicazione della verticale. Ciò avviene non solo grazie alla struttura conica del pezzo, che lo rende più stabile, ma anche dai vari inserti a stella (figure 3 e 5) che hanno lo stesso effetto.


Link al brevetto: https://patentimages.storage.googleapis.com/19/8c/07/6a9bebc1410d56/US2592425.pdf


Filo a piombo (2)

    Inventore: Kenneth J. Hampton
    Numero di brevetto: US5621977A
    Data di rilascio: 22 aprile 1997

S2592425A



U

Le immagini ivi mostrate fanno parte del brevetto più recente di filo a piombo: in più rispetto al precedente salta subito all'occhio la struttura di supporto che si trova sulla base. Questa, come appare chiaro, rende ancor più stabile il pesetto, che si disporrà meglio lungo la verticale.

Link al brevetto: https://worldwide.espacenet.com/patent/search/family/024037544/publication/US5621977A?q=pn%3DUS5621977A

  

  XVII STEP: I BREVETTI (Parte I)

Archipendolo: Invenzione


Come è noto, l'archipendolo era già stato inventato al tempo degli Antichi Egizi; tuttavia, nel corso dei secoli, alcuni inventori e tecnici decisero di formalizzare l'invenzione dello strumento, come fosse un oggetto totalmente nuovo: da qui la necessità di ricercare brevetti che testimonino tale operazione.

Nonostante le particolarità dell'archipendolo, cercando nei server di Google salta all'occhio la difficoltà nel trovare brevetti che siano specifici per lo strumento in esame; al contrario, moltissime sono le varianti del pesetto del filo a piombo. Ne vengono qui proposte alcune.

Archipendolo

    Inventore: Ferdinand Sinkovic
    Numero di brevetto: US600870A 
    Data di rilascio: 30 ottobre 1900

L'oggetto rappresentato si discosta un po' dalla forma "classica" dell'archipendolo, e rappresenta un'altra delle varianti citate nel precedente step. In questo caso la struttura è ancor più semplice, e lo schema qui presentato evidenzia tutti i particolari dell'oggetto.
Traducendo dall'inglese, si riassume qui una breve descrizione dell'invenzione.
Con riferimento alla figura, a è la riga, nei cui punti b e c è attaccata la corda d, che sorregge, nella proiezione e del punto medio g del segmento iniziale, il peso di piombo f. Il tratto di corda h tra g ed e, risulta esattamente perpendicolare alla livella quando essa viene posta su un piano orizzontale. Per correggere eventuali errori di lunghezza delle corde, sulla riga si segnano i punti m e n, tali che la distanza tra m e b è uguale a quella tra b ed e; n, invece, si determina sapendo che la distanza tra esso e c è pari a quella tra quest'ultimo ed e.
Come appare chiaro, per stabilire l'orizzontalità di un piano, basta verificare che effettivamente il filo a piombo sia verticale rispetto alla riga; viceversa, per stabilire se un palo è verticale, basta porre la riga in direzione ad esso perpendicolare, e verificare il parallelismo tra il palo e stesso e il filo a piombo.


Link al brevetto: https://patentimages.storage.googleapis.com/db/07/82/f8335c98a22ebe/US660870.pdf


lunedì 30 novembre 2020

 

  XVI STEP: ANATOMIE

Archipendolo: Sezioni


Come ogni strumento che si rispetti, anche l'archipendolo è figlio di un preciso studio tecnico, che permette di stabilire delle "convenzioni" circa le dimensioni e le inclinazioni dei vari pezzi che lo compongono.
Nonostante la struttura dell'oggetto sia molto semplice, nel corso dei secoli sono state costruite delle varianti di archipendolo, che avevano forme più o meno "bizzarre" rispetto a quella classica a cui, solitamente, si fa riferimento.

Alcune di queste, sono illustrate nella seguente immagine: 


Nell'immagine seguente, invece, troviamo uno studio in sezione molto dettagliato sul pesetto di piombo posto all'estremità del filo dell'archipendolo.




giovedì 26 novembre 2020

  

  XV STEP: I NUMERI

Archipendolo: Simboli numerici


In generale, ogni qualvolta si cerca di descrivere uno strumento (tanto più uno strumento di misura), è necessario analizzare una serie di numeri che diano un'idea più precisa e pratica dell'oggetto.
Tuttavia, tali numeri non sono semplici "caratteristiche", ma possono essere interpretati in senso più filosofico. Tuttavia, in questa sezione verrà affrontato il discorso solo in senso lato.

Nel caso dell'archipendolo, i numeri più importanti che possiamo associare ad esso sono:

1) Il filo a piombo, che è unico nello strumento, come è unico il lato trasversale;

2) I lati obliqui del triangolo che, quando formano un angolo di 90°, rendono l'archipendolo anche una squadra;

3) I lati del triangolo che formano la struttura dell'archipendolo, come anche 3 possono essere le scale graduate sullo strumento: due di esse, sulle squadre, misurano la lunghezza; la terza, sulla traversa, misura l'angolo di spostamento tra la posizione di verticalità (assunta dal filo a piombo) e quella che esso dovrebbe occupare per far sì che il piano sia effettivamente orizzontale;

69) Se vogliamo trovare un'analogia con un numero all'interno della tombola napoletana, al numero 69 troviamo "sott'e ncapp", ovvero "sottosopra", che rende l'idea del cambiamento di inclinazione di un oggetto. Il parallelismo, abbastanza evidente, sta nella funzione dell'archipendolo;

90) L'angolo che, formato dai lati obliqui dell'archipendolo, permette a quest'ultimo di adempiere anche alla funzione di squadra.





sabato 21 novembre 2020

 

  XIV STEP: LA TASSONOMIA

Archipendolo: Gerarchie


Volendo inserire l'archipendolo all'interno di una scala gerarchica di concetti, tramite un albero tassonomico, esso presenterà una struttura di questo tipo:



 

  XIII STEP: LA PUBBLICITÀ

Archipendolo: Sponsorizzazione


Come ogni strumento che si rispetto, anche l'archipendolo è stato interessato, per quanto in misura limitata, da forme di pubblicità. In vecchi giornali, periodici e riviste si trovano, infatti, riferimenti all'archipendolo o al filo a piombo.
Particolarmente interessanti sono questi due documenti italiani, editi durante il secolo scorso.
Il primo rappresenta un numero di una rivista, il "Sistema A": si tratta di un mensile, i cui numeri sono stati pubblicati tra il 1949 e il 1967, in cui venivano descritte idee per piccole invenzioni, bricolage, migliorie da apportare alla propria casa e simili. In questo numero, datato febbraio 1953, c'è una piccola inserzione sul filo a piombo.

 

Nel secondo documento, invece, si trova la rappresentazione di un vero e proprio archipendolo. Si tratta di una stampa d'epoca (fine Ottocento - inizio Novecento) raffigurante diversi oggetti inerenti l'ambito dell'edilizia. 

In alto a sinistra si nota la raffigurazione dell'archipendolo.

Sulla falsa riga di quest'ultimo, si trova raffigurato un archipendolo anche in diverse tavole topografiche.

In alto a sinistra, un archipendolo.

Nessuno dei documenti rappresenta una pubblicità nel senso in cui la intendiamo oggi: infatti, lo scopo con cui sono stati redatti non era tanto quello di sponsorizzare un prodotto, bensì di far conoscere nuovi strumenti di lavoro e stimolare, nel caso della rivista citata, la creatività degli italiani.
Se si volesse immaginare quale potrebbe essere un modo di pubblicizzare l'archipendolo, di certo si dovrebbe pensare ad esaltare la sua facilità di realizzazione ed utilizzo, e la versatilità estremamente importante, dato che con un solo strumento si riesce ad adempiere a più funzioni.

venerdì 20 novembre 2020

  XII STEP: NEL CINEMA

Archipendolo: Filmografia


Cercare uno strumento come l'archipendolo in film o serie tv non è stato facile, anche perché è un oggetto che può essere usato più per scenografie che non come "protagonista".

Tuttavia, ragionando sul fatto che avrei potuto trovarlo solo in film che parlassero di antiche civiltà, come romani, egizi o greci, ho cercato tracce dell'archipendolo in film come Ben Hur (William Wyler, 1959) o Totò e Cleopatra (Fernando Cerchio, 1963), senza trovare alcunché. A proposito di Cleopatra, però, mi sono ricordato di un cartone animato che avevo visto da bambino, ovvero Asterix e Cleopatra (Albert Uderzo e René Goscinny, 1968). Mentre riguardavo le scene del film d'animazione, ho scoperto non solo la presenza (seppur molto alla lontana) di un riferimento all'archipendolo, ma anche che sulla falsa riga del cartone è stato girato il film Asterix e Obelix: Missione Cleopatra (Alain Chabat, 2002). Guardando quest'ultimo, in una scena centrale si nota perfettamente la presenza di un archipendolo.


In questa scena, a seguito del crollo della casa dell'architetto Numerobis, tra le macerie si nota un triangolo con delle tacche sul lato più a destra. Per quanto velato, resta un riferimento all'archipendolo che l'architetto usava in cantiere. 



In questa scena, mentre gli operai bevono la pozione di Panoramix, l'architetto Numerobis mostra tutta la sua felicità improvvisando un balletto, e sullo sfondo si nota la preseza di un archipendolo.
Link alla scena: https://youtu.be/YTbq0z2eYtI












venerdì 30 ottobre 2020

  XI STEP: I COSTRUTTORI

Archipendolo: Fabbricazione


L'archipendolo, nella sua semplicità, è uno strumento che chiunque può costruire. Non essendo, inoltre, un oggetto che viene utilizzato al giorno d'oggi (dato che esistono calcolatori elettronici e livelle molto più precisi), non esistono "case produttrici" in senso stretto, relative all'archipendolo.

L'unica difficoltà, che è però solo relativa, nella costruzione dell'oggetto è recuperare un filo a piombo. Dico relativa in quanto ormai, grazie alle potenzialità degli online stores, è molto più facile trovare anche questo componente. 

Oltre alla fabbricazione lo strumento, in quanto tale, va tarato: questa è l'unica operazione davvero complessa, in quanto sono necessari una grande precisione, tanta pazienza, e la possibilità di piazzare l'archipendolo su una superficie che sia perfettamente orizzontale. 

Lascio qui un link ad un video youtube che mostra come costruire e tarare un archipendolo di grandi dimensioni (utile, ad esempio, a tracciare linee di confine tra proprietà): https://youtu.be/yuWdIzG9cf4. Ovviamente è possibile realizzarne anche di dimensioni molto più contenute.


X STEP: I LIBRI

Archipendolo: La letteratura


In questa sezione sono raccolti libri e articoli che citano l'archipendolo.

1) Stefania CavazzonL'archipendolo: Inserti a tema e ideazione fotografica di Nando Pace, Pubblisfera, 2015
2) Mariano di Iacopo (detto Taccola)De Ingeneis, Libri III e IV, Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze, 1432 ca.
3) G. Pigozzi, Corso di Topografia, Volume II, Raffaello Giusti Editore, Livorno, 1911
4) Moustafa GadallaL'architettura metafisica dell'antico Egitto, Moustafa Gadalla , 1/1/2019
5) Tiziana CampisiCostruire lo spazio. Il cantiere gotico, dal disegno all'esecuzione, Edizioni Caracol, Palermo, 2016
6) Marco di Donato, Palazzo Marchesale: Il "Libro in pietra dei Caracciolo", nel blog "Il punto sul mistero", 15/10/2015
7) Andrea Cantile, Dall'immagine al modello: note sulla cartografia geometrica in Italia dal Rinascimento alla Rivoluzione Geodetica, Parte II- da Raffaello Sanzio a Giambattista Nolli, per il bimestrale "Geocentro magazine, Bimestrale dei geometri e geometri laureati", n°7, Anno II, Gennaio-Febbraio 2010





Copertina del libro del corso di Topografia dell'ingegner Pigozzi.


Estratto del trattato "De Ingeneis" del Taccola, in cui si fa riferimento alla misurazione dell'altezza di una torre. Per lo scopo, viene utilizzato un archipendolo con traversa curva.

IX STEP: GLI INVENTORI

Archipendolo: Chi lo ha creato


Gli inventori dell'archipendolo sono, secondo la maggior parte delle fonti consultate già in altri post, gli antichi Egizi. Tuttavia, non si può escludere che venisse usato già in precedenza da popolazioni nordeuropee e sudamericane. Quel che è certo è che furono proprio gli abitanti del bacino del Nilo a documentare per primi l'impiego dell'archipendolo. L'uso che ne fecero è, ovviamente, legato alla ripartizione dei terreni e delle proprietà, la costruzione di piramidi, palazzi e, in generale, edifici. 

È molto interessante analizzare l'evoluzione storica dello strumento dal punto di vista militare: i "genieri" delle varie epoche, infatti, cercavano di applicare l'uso dell'archipendolo all'artiglieria (come il già citato archipenzolo dei bombardieri, costruito ad oc per poter essere montato sui cannoni). In particolare, uno degli esemplari di archipendolo militare fu progettato nientepopodimeno che da Napoleone in persona. Nel 1793 infatti, quando ancora era un "semplice" ufficiale di artiglieria. Lo strumento, il cui uso era legato alla misura dell'angolo di inclinazione per i cannoni, è conservato a Torino, nell'Armeria Reale. L'esemplare conservato risale alla guerra tra Francia e Sardegna, ed in particolare ad uno degli attacchi diretti nell'isola dalla Corsica. Tale guerra scoppiò per volere francese, ed aveva come finalità la conquista dell'attuale regione italiana.


Archipendolo ideato da Napoleone.


Riferimenti: http://web.tiscali.it/corisma/articolo7.htm

 

    XXVIII STEP: LA SINTESI FINALE Archipendolo: Riepilogo finale Siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dell'archipend...